I Giganti e la Formica

Quali potrebbero essere gli effetti del matrimonio tra i due giganti dell’ottica per consumatori e professionisti? Ottica DIECIDECIMI® – Glasstylist al fianco dei piccoli produttori

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English text below –

E’ notizia recente la creazione del colosso del mercato dell’ottica a seguito della fusione tra Luxottica, indiscusso leader mondiale del settore delle montature, ed Essilor a sua volta leader globale nel settore della produzione di lenti oftalmiche: due Giganti!

A fronte di tale operazione si sono sprecati i commenti da parte degli addetti del settore, giornalisti e analisti finanziari che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno salutato con grandissimo entusiasmo questo matrimonio da – stimati – 50 miliardi di dollari e la creazione di questo indiscusso e formidabile unico Gigante – non solo del settore dell’ottica.

Noi di Ottica DIECIDECIMI® – Glasstylist, che rappresentiamo ovviamente la Formica del nostro titolo, non possiamo fare altro se non dedicare un riverente ‘chapeau’ al Dottor Del Vecchio, sia per la sua indiscutibile capacità imprenditoriale, sia per la sua lungimiranza.

Tuttavia, non possiamo non porci una domanda: cui prodest? A chi giova?

La domanda è oggettivamente aperta e va proposta non solo all’utente finale, ma anche a tutti quei professionisti che lavorano nel settore dell’ottica che, giorno dopo giorno, alzano la claire del proprio negozio e scelgono le montature da proporre ai propri clienti.

Facciamo una piccola analisi della situazione:

Luxottica, come detto, è il più grande produttore di montature e annovera tra i suoi marchi la maggior parte dei brand più conosciuti, tra i quali Rayban, Oakley, Persol, Alain Mikli, per non contare la produzione dei ‘prodotti a marchio’ del mondo del lusso – Chanel, Prada, Dolce & Gabbana, Armani, Versace, Burberry e altri. Fin qui niente di nuovo – anche se personalmente ritengo sia già abbastanza.

Luxottica - Essilor - Group
Courtesy of risioptique.com

Interessante però sottolineare che tra le sue proprietà si annovera (almeno negli USA) anche Eyemed Vision Care, la prima realtà statunitense del mercato delle assicurazioni sanitarie per la vista – impegnata, come è giusto che sia, a persuadere l’utente a comprare nei loro negozi e ‘convincere’ i negozi indipendenti ad associarsi – e che Essilor, a sua volta, detiene la proprietà di un gran numero di associazioni similari e laboratori.

In altre parole, l’impressione è che a fronte di questo matrimonio da mille e una notte possa definitivamente tramontare la possibilità di una concorrenza reale, perché i due giganti insieme possiedono un giro di affari (produzioni di massa, lenti, licenze, vendita al dettaglio e interessi delle assicurazioni) tale da sbaragliare qualsiasi avversario.

Probabilmente andremo contro corrente, ma la nostra opinione è che un gigante del genere, in grado di controllare la totalità del mercato dalla A alla Z, possa generare da un lato un rischio molto marcato di cambiamento radicale del mercato stesso, con risvolti molto difficili da immaginare, in ragione delle strategie industriali naturalmente espansive che verranno intraprese dal gruppo. Dall’altro possa paradossalmente finire col limitare la scelta dell’utente finale nella possibilità di valutare soluzioni alternative, essendo il nostro gigante notoriamente proprietario di una rete retail immensa – caratterizzata da brand come Salmoiraghi & Viganò, Lenscrafters, Pearle Vision, Sunglass Hut e altri – ed essendo il suo potere commerciale tale da ottenere la copertura quasi totale del mercato della comunicazione – basta sfogliare una qualsiasi rivista per vedere quali marchi vengono pubblicizzati in vario modo – per non parlare della sua capillare rappresentazione all’interno degli ottici indipendenti che, di fatto, propongono spesso gli stessi prodotti del network proprietario del “nostro”. La chiusura del cerchio: produzione, distribuzione, comunicazione, vendita al dettaglio: una scelta molto ampia ma… limitata a un unico produttore, alle sue scelte e ai suoi obiettivi… piuttosto preoccupante a nostro avviso.

Ovviamente si tratta semplicemente del nostro personalissimo pensiero, magari anche totalmente errato e passibile di critiche e confutazioni: dopotutto Ottica DIECIDECIMI® – Glasstylist non è che una piccolissima formichina di fronte a questo gigante.

Tuttavia proprio per questo paradosso riteniamo che sia l’utente finale, sia gli operatori di settore – gli ottici privati – e persino i responsabili della comunicazione – giornalisti – dovrebbero sforzarsi di supportare il più possibile i produttori indipendenti poiché, in quanto indipendenti, lavorano al di fuori delle macro-strategie industriali, investendo lavoro, denaro e sforzi nel mantenimento ed evoluzione della qualità e unicità del proprio prodotto, offrendo quindi all’utenza (professionisti e utenti finali) maggiori opzioni di scelta per quanto riguarda l’aspetto tecnico, commerciale, di posizionamento e di servizio.

Ed è anche per questo motivo che Ottica DIECIDECIMI® – Glasstylist investe esclusivamente in produttori indipendenti, quali Giorgio Valmassoi, La MarcaUltralimited, Liò, Plein Les Mirettes, Lafont, ModoNobika, Res Rei, Xavier Garcia Barcelona, Foves 1964, SP71eyewear, Les Piece Unique, e tanti altri che, ogni giorno, concentrano i propri sforzi con l’unico obiettivo di garantire a noi ottici e agli utenti finali occhiali di altissima qualità, manifatture esclusive e unicità… in altre parole, la possibilità di scegliere.

Mi viene in mente una poesia di Carlo Sorgia, “Il Gigante e la Formica”:

“In mare aperto
dentro a uno straordinario naviglio
pare avere il mondo in mano
scossi tra gigantesche onde
e repentine folate.
Smisurato specchio accoglie
ma è trasformista nell’animo:
amico per la pelle o eccezionale pericolo,
non conoscendo vie di mezzo.
Con vele dispiegate la barca procede
e si lascia condurre dal vento
trasformato in servitore
ma è una lotta impari
combattuta tra un gigante
e una minuta formica
che ha fatto del guscio il proprio regno”

… e finché sarà possibile, nel ‘regno’ di Ottica DIECIDECIMI® – Glasstylist continueremo a proporre ai nostri clienti prodotti non asserviti alle regole dell’industria e servizi non assoggettati alle necessità degli investitori, perché da noi l’utente finale non è un numero.

Attenzione! Non si tratta in alcun modo di ‘boicottaggio’, non avrebbe senso. E’ tutta una questione di scelta ma anche di conoscenza e passione e, in quanto professionisti del settore, ci sentiamo chiamati a scegliere se inginocchiarci al cospetto del Gigante, al quale vanno comunque i nostri più sinceri complimenti e la massima stima, o procedere con entusiasmo immutabile nella ricerca di alternative uniche, qualitativamente ineccepibili e realizzate da chi condivide, con noi, la stessa passione per l’artigianalità … che dopotutto è ciò che ha reso celebre l’Italia e il prodotto italiano.


For My English Friends

The Giants and the Ant

We all recently got the news about the optical giant creation following the merger of Luxottica, the undisputed world leader in the frames field, and Essilor, the global leader in the ophthalmic lenses production.

Comments have been squandered from industry insiders, journalists and financial analysts who, in most cases, greeted this marriage – estimated  $50 billion – and the creation of this undisputed and formidable humongous – not only in the optics sector – with great enthusiasm.

On our side, as Ottica DIECIDECIMI® – Glasstylist, obviously representing the “Ant” in our title, we can’t do anything but spend a reverent ‘chapeau’ to Mr. Del Vecchio, both for his undeniable entrepreneurial skills and far-sightedness.

Nonetheless, a question comes out by definition: cui prodest? Who will take advantage of it?

The question is obviously an open one and must be asked not only to the end user, but also to all those professionals who work in the eyewear market and that, day after day, raise their own shop shutters and choose the frames to offer to their customers.

Let’s run a quick analysis about this situation:

Luxottica, as mentioned, is the largest producer of optical frames and counts most of the best known brands, such as Rayban, Oakley, Persol, Alain Mikli, not to mention about the licenses to produce some of the world luxury leaders’ products – Chanel, Prada, Dolce & Gabbana, Armani, Versace, Burberry and others. So far nothing new – although personally I think it is already a lot.

Interestingly, however, is to remind that among its properties (at least in the US) Eyemed Vision Care is numbered too, a company that happens to be the US leader in the vision insurance market – committed, as it should be, to persuade the people to buy into their shops and ‘convince’ the independent shops to join the association. While Essilor, in turn, holds the ownership of a large number of similar associations and laboratories.

In other words, the impression is that following this Arabian Nights marriage the chances for a real competition will definitely be doomed, because the two giants together have a turnover (mass production, lenses, licenses, retail and interests of insurance) that would outperform any opponent.

We’ll probably go against the tide, but our opinion is that such a giant, able to control the whole market from A to Z, can generate on the one hand a very marked risk of a radical change in the market itself, with consequences very difficult to predict, being an inevitable result of the expansionary industrial strategies that will be possibly taken by the group. By the other hand it almost ironically can result in limiting the end-user’s choice, at least in the ability to evaluate alternative solutions, being our giant the owner of a huge retail network, as everyone knows – featuring brands like Salmoiraghi & Viganò, Lenscrafters, Pearle Vision, Sunglass Hut and other – thanks to its marketing power, enabling the group to get the communications market almost complete coverage – just browse any magazine to see which brands are advertised in various ways – to say nothing about its widespread representation through the independent opticians – which in most cases offer the same products you can find sold through the giant’s owned network. It is kind of a loop: production, distribution, communications, retail, warranty: indeed a very wide choice … but limited to a single manufacturer, its strategies and its objectives… pretty scaring from our point of view.

Obviously these are just our thoughts, maybe even totally incorrect and liable to criticism: after all Ottica DIECIDECIMI® – Glasstylist is nothing but a tiny ant if compared to this giant.

However, right because of this paradox we believe that both the end-user, and the industry players – private opticians – and even those responsible for the communications – the journalists – should strive to support as much as possible the independent producers because, as an independent, they are working outside the industrial macro-strategies, while investing their work, money and efforts in the maintenance and evolution of the quality and uniqueness of their own products – thus, offering users (professionals and end-users) more technical, commercial, positioning and service options to choose from.

It is also for this reason that Ottica DIECIDECIMI® – Glasstylist invests exclusively in independent producers, such as Giorgio Valmassoi, La MarcaUltralimited, Liò, Plein Les Mirettes, Lafont, ModoNobika, Res Rei, Xavier Garcia BarcelonaFoves 1964, SP71eyewearLes Piece Unique, and many others who, every day, concentrate their efforts with the goal of ensuring us, as opticians, and end-users, high quality eyewear, exclusive manufacturing and uniqueness … in other words, the ability to choose.

I reminded a poem by Carlo Sorgia, “The Giant and the Ant”:

“Out in the deep sea
within an extraordinary vessel
It seems to have the world in my hands
shaken between giant waves
and sudden gusts.
Oversized mirror welcomes
but opportunist in the soul:
your best pal or a formidable foe,
no compromises.
With sails spread the boat proceeds
and is led by the wind
turned into a servant
but it is an unequal struggle
torn between a giant
and a tiny ant
that made the shell its own kingdom”

… And as long as it will be possible, within the Ottica DIECIDECIMI® – Glasstylist ‘kingdom’ we’ll continue to offer our customers with products not reliant to industry rules and services not subject to investor needs, because the end-user is not a number to us.

Warning! This isn’t a kind of ‘embargo’ at all, it would be meaningless. It’s just a matter of choice but also of knowledge and passion. As professionals, we feel as called to choose whether to knee in front of the Giant, to which we extend our most sincere congratulations and the highest esteem, or to keep on going on with an unchangeable enthusiasm in finding original and quality driven alternatives, created by those who share with us the same passion for craftsmanship … which after all is what made Italy and the Italian products as popular as they are.

4 comments on “I Giganti e la Formica”

  1. Brava Franca, condivido a pieno quanto da te così bene esposto. La lotta è impari, ma lo sforzo maggiore è la comunicazione all’ utente che deve essere informato che la griffe o il marchio straconosciuto non è sinonimo di qualità, ma bisogna educare la gente a non seguire il gregge, ma a fare le proprie scelte in base ai propri gusti, con l’assistenza di professionisti come voi. Auguri a tutti noi che navighiamo nel guscio affidandoci solamente al buon vento

    1. Caro Anonimo, onestamente Ottica DIECIDECIMI® è già pronta da tempo: siamo certi che la strada giusta da seguire sia insistere sulla differenziazione, il servizio e la qualità. Questo facciamo quando selezioniamo i prodotti che offriamo ai nostri clienti e questo continueremo a fare: offrire un servizio personalizzato e prodotti (alternativi) di altissima qualità. In effetti la nostra speranza è che i “Giganti” in questione e quelli in divenire facciano lo stesso, in modo da portare un valore aggiunto alla categoria e al consumatore.

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